Lavoratori impatriati: applicabile dal 2020 – Fiscal Focus


Domanda

– Sono un cittadino italiano. Per motivi lavorativi mi sono trasferito nel 2014 in Polonia, e ad ottobre 2017 ho effettuato l’iscrizione all’AIRE. Sono rientrato ad agosto 2019 per stipulare un contratto di lavoro dipendente, livello Quadro, con una società italiana. Posso fruire del regime speciale per lavoratori impatriati? In caso di risposta affermativa, quali sono le modalità di fruizione del credito?

Risposta – La disciplina inerente i lavoratori impatriati, prevista dal D.Lgs. n.147/2015, è stata nel corso del tempo modificata, anche dal c.d. Decreto Crescita (n. 34/2019). In particolare, il DL Crescita ha prestato attenzione alla modifica dell’art. 16 del D. Lgs. n. 147/2015 secondo cui i redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30 per cento del loro ammontare qualora ricorrano le seguenti condizioni:

  • i lavoratori abbiano la residenza all’estero da almeno due anni;
  • l’attività lavorativa è svolta prevalentemente in Italia da almeno due anni.

Le disposizioni si applicano ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto Crescita, pertanto a partire dal 1° gennaio 2020.

È un’agevolazione temporanea, applicabile per un quinquennio a decorrere dal periodo di imposta in cui il lavoratore trasferisce la residenza fiscale in Italia, e per i quattro periodi di imposta successivi.

Con riferimento al suo caso laddove lei si sia trasferito in Italia dopo il 2 luglio 2019 e sempreché risultino soddisfatti tutti gli altri requisiti richiesti dalla disciplina in esame, potrà beneficiare dell’agevolazione fiscale per i lavoratori impatriati.

Di conseguenza, i redditi da lei percepiti in Italia, nell’anno di imposta 2019, non potranno godere dell’agevolazione in esame in quanto soggetto non residente. Diversamente, i redditi prodotti prevalentemente in Italia dal periodo d’imposta 2020, in presenza delle condizioni sopra delineate, potranno fruire del regime agevolato in questione.

Per quanto riguarda la modalità di fruizione del beneficio, così come chiarito con la circolare 17/E/2017 dell’Agenzia delle Entrate, il datore di lavoro applica il beneficio dal periodo di paga successivo alla richiesta e, in sede di conguaglio, dalla data dell’assunzione, mediante applicazione delle ritenute sull’imponibile ridotto alla percentuale di reddito tassabile prevista dal regime agevolativo per il quale il lavoratore ha presentato la richiesta scritta, al quale saranno commisurate le relative detrazioni.

Nelle ipotesi in cui il datore di lavoro non abbia potuto riconoscere l’agevolazione, il contribuente può fruirne, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, direttamente nella dichiarazione dei redditi. In tale caso il reddito di lavoro dipendente va indicato già nella misura ridotta.

Tutto quanto appena detto è confermato dalla recente risposta all’

 

interpello n. 523/2019

dell’Amministrazione Finanziaria.

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